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Feste natalizie: le prelibatezze del Garda veronese

Con le luci del Natale si imbandiscono le tavole del Garda di golosi sapori, profumi e aromi. Zenzero, arancia e cannella sono nell’aria. È tempo di pandoro, vin brulé e Nadalin.

Il lago di Garda, con le sue tre sponde, offre tante, diverse e ghiotte specialità. Piatti tradizionali, con ingredienti genuini, tipici di questo territorio pieno di risorse ed eccellenze enogastronomiche.

In attesa del Natale, durante l’Avvento, castagne, marroni Dop di San Zeno, vin brulé e pan pepato riscaldano l’atmosfera.

Tutte prelibatezze che, in anni normali, si sarebbero potute assaggiare passeggiando tra le casette o gli stand dei mercatini di Natale, nei centri o sul lungolago di molti borghi affacciati sul Garda.

L’emergenza Coronavirus con la pandemia mondiale ha cancellato quest’anno tutti gli eventi e buona parte degli appuntamenti natalizi. In attesa che torni un po’ di normalità, questi sapori li raccontiamo, per imbandire le tavole di bontà, oltre che di speranza.


Funghi, tartufi, polenta e olio del Garda

Funghi e tartufi insaporiscono i primi e secondi piatti dell’inverno, con l’immancabile polenta. I formaggi freschi e stagionati, accompagnati da deliziose marmellate, confetture, mostarde o miele, sono uno stuzzichino o una chiusura di pasto irresistibile per il palato.
Dopo la raccolta delle olive, in autunno, con l’inverno arriva l’olio nuovo, altra eccellenza del Garda, in ogni sua sponda, dal Trentino al Veronese al Bresciano.

L’olio extravergine d’oliva del lago di Garda è una Dop pregiata, che conferisce un delicato sapore ad ogni piatto. Intenso, profumato, fruttato, l’olio del Garda è un prodotto che racconta il territorio, un regalo perfetto per Natale.

Non chiamatelo condimento: grazie al particolare microclima del lago e alle più moderne tecniche di raccolta e molitura, l’olio del Garda ha straordinarie proprietà organolettiche che lo rendono un alimento di valore, ricco di acido oleico, vitamina E e composti biofenolici. Insomma, un prodotto unico nel suo genere che trova molti impieghi in cucina e fa bene alla nostra salute.

Se vi trovate sul Garda nel periodo natalizio, vi accorgerete che due piatti non mancheranno mai sulle tavole veronesi: la pearà, una salsa povera, fatta con pane raffermo, brodo di carne e tanto pepe, accompagnata al lesso di carne e il Nadalin, l’antico dolce di Verona, precursore del più famoso Pandoro.  
 


Il Natale veronese ha il sapore del Nadalin

I dolci del Natale intorno al Garda, soprattutto per la parte veronese, sono il pandoro di Verona e il cosiddetto Nadalìn, un dolce tipico veronese dal sapore storico.

I suoi natali sono fatti risalire intorno al 1260, quando fu preparato per festeggiare il primo Natale di Verona sotto la signoria della famiglia della Scala. È l’antenato del più noto pandoro, inventato più tardi, nell’Ottocento.

Rispetto a quest’ultimo il Nadalin, pur essendo simile per ingredienti, è meno burroso e fragrante, e più compatto e dolce.

Anche la forma è diversa: mentre il pandoro ha una sagoma regolare, a stella, ed è più alto, il Nadalin è molto più basso, ha una forma meno precisa, talvolta a stella come il pandoro o a cupola come un panettone basso. Il Nadalin è un dolce tipico, che esprime le origini e le tradizioni della terra e della gente veronese. In città, era tradizione donarlo ai bambini che, con i loro canti, passavano ad allietare le strade e le piazze di Verona durante le feste natalizie.

Dalle frolle alle sfogliatine: ci sono anche molti altri modi per addolcire i giorni di festa durante l’inverno e le feste natalizie.