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Lago di Garda culla di misteri e antiche leggende

Chi arriva in vacanza anche per solo pochi giorni sul lago di Garda, ci mette un secondo ad innamorarsi di questi luoghi. Paesaggi affascinanti, in cui è sorprendente scoprire storie fantastiche e leggende, aneddoti e misteri che affondano le loro radici nel passato di questi suggestivi territori.

Tra boschi e colline, rocche e castelli, un tempo si aggiravano personaggi immaginari.  Protagonisti di avventure che risalgono ai nostri avi: dei e semidei, ninfe e fate, fauni, gnomi e folletti, sirene e giganti.

Erano gli animi più attenti e sensibili ad imbattersi in queste strane presenze. Sono tanti i racconti popolari che la giornalista e scrittrice Simona Cremonini ha raccolto nei suoi vari libri, trasformando la sua passione e curiosità in una parte molto interessante del suo lavoro. Oggi è facile incontrare Simona intorno al Garda mentre presenta i suoi libri e guida gli ospiti alla riscoperta di antiche storie e leggende gardesane.

Sapevate che il Monte Baldo era il luogo preferito dalle fate e che le sirene erano tra gli antichi abitanti del lago?

Tra le favole più narrate ci sono quelle che associano la bellezza dei luoghi a personaggi mitologici. Ma ci sono anche i mostri che si celano, da secoli a quanto pare, nelle acque profonde e buie del lago e, ancora, i fantasmi che abitano fortezze e castelli medievali intorno alla sponda bresciana e le ninfe Tavine dalle lunghe trecce bionde e gli occhi azzurri.

Senza dimenticare le pagine più note, legate a illustri personaggi storici e letterari come il poeta Catullo e la regina Adelaide di Borgogna.
 

Le fatine del Monte Baldo

Il Monte Baldo, nell’antichità paragonato alla figura di un gigante, era in passato luogo prediletto di fate identificate come entità luminose, chiamate “Lusuri”, ovvero “le lucine”. Esse infatti potevamo apparire come piccole luci, più o meno della dimensione delle lucciole. Sfere luminose bianche o di altre tonalità, anche verdi, rosse, gialle o azzurrine.

Un po’ come gli “Omini” (gli gnomi, forse), che popolavano le aree boschive del Garda veronese, anche i lusuri si muovevano velocemente o a rallentatore, a seconda delle necessità e delle circostanze.

Le fatine volteggiavano leggiadre nell’aria, nei boschi o nelle valli, ma restavano volutamente lontane da case e strade, illuminando il cammino di qualche umano che carpisse la loro attenzione.

Da dove derivassero questi “Lusuri” nessuno lo sa veramente. Secondo la tradizione popolare, erano entità speciali, magiche, fatate, che il Concilio di Trento aveva riunito, condannato e confinato sul Monte Baldo.

Qual che è certo è che i “Lusuri” amavano assistere alle attività umane e si facevano notare solo dagli animi più sensibili, dai quali tornavano spesso in visita, portando loro fortuna, prosperità e felicità.

 
I Lumini a San Zeno di Montagna

Si tramanda che, alcuni decenni orsono, a una signora di San Zeno di Montagna fosse accaduta una cosa assai strana: ella uscì di casa e lasciò una tinozza accanto a un ruscello nei pressi della sua dimora. Poi, quando tornò per prenderla, tre Lusuri grandi come la tinozza stessa stavano rincorrendosi tra loro, intorno al recipiente, come se stessero giocando mentre la aspettavano. La donna spaventata si fece il segno della croce e subito i Lusuri svanirono.

Proprio a San Zeno di Montagna c’è una frazione che si chiama Lumini: secondo la tradizione popolare, il nome deriva dagli antichi falò che i residenti accendevano per tenere lontani i lupi e anche gli spiriti vaganti che, apparendo come piccoli lumi, difendevano gli uomini del posto.
 

Il Mostro del Garda

Si chiama Bennie il mostro del lago di Garda che da tempo appassiona abitanti e turisti con le sue avventure. Sembra sia un mostro buono, timido e riservato. La prima “apparizione” di Bennie, nome derivato da Benàco, l’antico appellativo del Garda, risale a circa vent’anni fa, quando fu avvistato da alcuni sub della sponda bresciana, e da allora ai giorni nostri si sono avuti più di quindici avvistamenti, anche se in verità si dice che il mostro nel lago ci sia da più secoli.

Tanto che, già nel XVI secolo, i monaci dell’Isola di Garda a San Felice del Benaco avevano scritto di aver visto un essere enorme emergere all’improvviso da una grotta del lago.

Se all’inizio si parlava di una creatura di circa cinque metri poi i racconti, tramandati di generazione in generazione, ne hanno ampliato generosamente le dimensioni.

Qualche anno fa, il mistero del mostro del lago ha avuto una spiegazione con la scoperta di un enorme siluro di circa 80 kg nelle acque tra Sirmione e Bardolino. Sarà quello il mostro di cui tutti parlano?
 

Le sirene di Garda

Un’altra leggenda vuole che proprio a Garda abitassero un tempo le sirene. Lo specchio d’acqua dolce tra il paese di Garda e Torri del Benaco, con la sua incantevole lingua di terra nota come Punta San Vigilio, oggi è famoso come la “Baia delle Sirene”.

Una leggenda, infatti, ricorda che tra i mulinelli che agitano e increspano le acque del Garda, nuotavano (e forse ancora oggi nuotano) delle meravigliose creature dal canto suadente, metà donna e metà pesce.

Ci fu un tempo in cui, in una calda notte d’estate, le sirene si rivelarono ad alcuni pescatori addormentati nella baia e offrirono loro una bevanda miracolosa, che li rinvigorì e li invogliò a tornare presto a casa dalle proprie mogli.

La bevanda, che i marinai chiamavano “Liquore delle Sirene” e le loro consorti, sorridendo, fu battezzata “Elisir d’Amore”, tanto che questa storia ha ispirato una linea di liquori del lago di Garda.

Verità o leggenda? A voi il compito di approfondire!

Di sicuro queste narrazioni popolari aggiungono qualcosa di magicamente affascinante ai luoghi che ne sono protagonisti.